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La consulenza agli adolescenti

Davide

Ciao a tutti, sono un ragazzo di tredici anni credo nella norma, vado a scuola, sono in terza media, poi torno a casa e mangio con mia madre e mia sorella che ha 2 anni, poi in teoria dovrei fare i compiti…ma come tutti i ragazzi della mia età gioco a fortnite con i miei amici.

Il fatto è questo, non so come spiegarvelo, i miei genitori erano preoccupati per me perché passavo ore e ore davanti a questo gioco ma per me era una cosa normale, insomma tutti i miei amici facevano la stessa cosa e poi ero diventato uno dei più forti proprio perché mi ero allenato. Prima che uscisse questo gioco nessuno mi considerava in classe, non sono di certo il più alto e il più bravo a giocare a calcio, non sono portato per gli sport, piuttosto sono sempre stato uno a cui piace studiare…insomma il classico secchione!

Fortunatamente nessuno in classe mi ha mai fatto del bullismo ma nemmeno posso dire di avere avuto degli amici…in realtà c’era il nulla totale. Questo prima di Fortnite! Ho scoperto questo gioco l’anno scorso e da allora i miei compagni almeno mi parlano, mi fanno entrare nelle loro discussioni e mi chiamano anche l’imbattibile.

Finalmente avevo degli amici! Ma i miei un bel giorno mi dicono che secondo loro devo andare dallo psicologo perché una sorta di dipendenza dai videogame, che loro hanno cercato sia con le buone che con le cattive a staccarmi da questo gioco ma niente e sono preoccupati blah blah…sinceramente ero stufo di sentire le stesse cose per l’ennesima volta, anche perché non ho mai avuto problemi con i miei…beh certo, a loro andavo bene prima, prendevo bei voti, non uscivo mai quindi loro non si preoccupavano minimamente per me ma ora la situazione a scuola è un po’ peggiorata ma sinceramente me ne fregavo, cavolo per la prima volta non mi sentivo uno sfigato totale…comunque dissi di si, che ci sarei andato, avrei fatto finta di parlare con questo psicologo e poi la cosa si sarebbe chiusa lì.

La verità è che per la prima volta nella mia vita ho sentito che qualcuno mi capiva e mi ascoltava, non ci potevo credere. Un adulto che non mi chiedeva di essere o non essere in un determinato modo ma semplicemente sentivo che gli andavo bene così. Anche a lei piacciono i videogame quindi mi capiva quando le dicevo che non riuscivo a staccarmi e anche la questione amici – sfigato.

Ci abbiamo ragionato su, ho capito che sono fortunato ad avere un talento per i videogame così posso continuare a stare nella cerchia ma mi ha aiutato anche a farmi vedere anche altre parti di mei di cui mi vergognavo e che tenevo nascoste perché non considerate fighe dai miei compagni ma che posso condividere con qualcuno altro che ha la mia stessa passione come la mia passione per i modellini da guerra, o gli anime, soprattutto Naruto che adoro. Ora ho anche altri amici con cui condivido questi hobby e non sto più attaccato a Fortnite per ore. Non voglio più nascondermi, è faticoso. E poi ho anche capito chi sono i veri amici da quelli che invece ti usano.

 

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